Antonio Maggio “Nonostante tutto” alla Feltrinelli di Napoli: cronaca di un incontro

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Pubblico delle grandi occasioni al megastore LaFeltrinelli per la presentazione del disco “Nonostante tutto”, prima opera solista per il vincitore della sezione giovani del Festival di Sanremo, Antonio Maggio.

E la presentazione del disco è stata davvero una festa, tanto che il normale tempo previsto per la durata di una situazione del genere, stabilito sempre intorno ad   un’ora massima, per lo stesso volere dell’artista è durato quasi il doppio; il pubblico ovviamente ha apprezzato. Ad animare il tutto il “nostro giornalista” e speaker radiofonico Fabio Fiume che ha creato con l’artista un’alchimia magica, tale da dare il là a più di una gag, coinvolgendo il pubblico, che ha risposto con grasse risate e partecipando ai canti ed alle domande. Ma con Antonio è davvero difficile non riuscire in una cosa simile, poichè persona, prima che artista, squisita, disponibile con la gente, nonostante il periodo di sballottamento continuo da una parte all’altra della penisola e disposto ad ironizzare su se stesso e sui suoi testi, aperti spesso a più di una lettura, tra cui anche quella filo/comica, come puntualizza preciso il moderatore.

Si chiacchiera ovviamente di tutta la carriera, che per i più sembra iniziata l’altro ieri con la partecipazione incensata dai premi al Festival da poco passato, ma che così non è; Antonio racconta difatti del periodo post Aram Quartet, l’entità artistica ( come li definisce lui ) con cui vinse la prima edizione italiana di X Factor e delle difficoltà subito accantonate del resettare tutto, del ripartire da zero.  Come? Scrivendo tanto, cercando di dare una forma artistica precisa al suo percorso. “Non trascurerei, dice, anche il merito della mia squadra di collaboratori, del mio produttore e della mia etichetta. Mi hanno sempre sostenuto e concesso il tempo giusto per lavorare”. Si parla poi di Sanremo, della soddisfazione di essere stato già solo scelto come concorrente, figuriamoci poi di vincerlo. “Chiunque in Italia vuol far musica, sogna di passare di li. E’ la nostra tradizione ed andarci è anche far felice la mamma, la nonna etc etc” e continua “avevo già sfiorato il palco dell’Ariston l’anno scorso, proprio con il brano che oggi dà il titolo al mio disco. Sembrava davvero fatta ma poi… qualcosa non è andò. Vabbè, forse era questo il momento giusto.”

Spazio poi alla musica e Maggio quella “Nonostante tutto” la fa ascoltare al folto e caloroso pubblico napoletano, che difatti premia con un’ovazione l’esecuzione, ovazione che diviene ancor più forte ovviamente per la vincente “Mi servirebbe sapere”, oggi ad un passo dal disco d’oro e costantemente nella top 20 dei singoli più venduti in Italia. Si scherza sulla relatività del testo di “Anche il tempo può aspettare”, con l’incriminata frase :” Notti a prima vista senza te, che non sei più accanto,  tanto c’è il servizio fai da te!!!”,  ed Antonio che ci scherza su con un irriverente :” non vedi che occhiaie”?, prima di eseguirla e svelare che probabilmente sarà il prossimo singolo, seguita dalla romantica “Sotto la neve”, accompagnato alla chitarra dal suo produttore, il musicista ed autore Davide Maggioni . Il pubblico le conosce già a menadito e tra di essi fa tenerezza un bimbo di due anni, che fa il playback ad ogni canzone e di antonio copia anche la coreografia che il nostro esegue interpretando “Mi servirebbe sapere”; su di essa e sulla canzone stessa, rivela poi alcune curiosità. L’inciso del brano è nato ad esempio a Milano, sul Tram, ma quando è stato proposto in studio a Maggioni, questi lo ha messo da parte.

Le strofe son venute in un secondo momento ed è stato solo allora che Antonio stesso ha pensato di poter utilizzare quello che era fino a quel momento solo un pensiero abbozzato. Fatto sta che strofe più due incisi, il brano non nsuperava il minuto e mezzo ed aveva quindi bisogno di uno special, come in gergo si chiama una variazione e per crearla il Maggioni ha letteralmente imposto ad Antonio di farselka venire in mente durante una sua pausa tè durante il lavoro di studio, durata per l’esattezza sette minuti e mezzo. Il resto è ciò che si conosce, ciò che abbiamo ascoltato e premiato a Sanremo, anzi no! Ci si dimenticava della coreografia! Essa è stata presa pari pari dal film “Rimini Rimini” in cui Jerry Calà si mimava lo stesso passetto al suono di :” E’ tanto che aspettavo un’occasione così” , culminata poi con lo schiocco, in studio proposto e realizzato da Maggioni, ma che Antonio non riusciva a riprodurre dal vivo. Ecco perchè per ovviare alla cosa, il passetto si chiude con gli schiaffetti sul volto. E visto il successo del pezzo Antonio Maggio dovrà schiaffeggiarsi per un bel po’.

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