X Factor 7: eliminato Alan Scaffardi

Alan Scaffardi
Alan Scaffardi

Prosegue a gonfie vele la settima edizione di X Factor, terza dell’era Sky, almeno a quanto strombazzano ai quattro venti gli orgogliosi protagonisti della stessa. Una pletora di televoti suffraga l’idea che il programma abbia enorme successo, anche se Sky non è la Rai e i numeri sono decisamente diversi.

Comunque non ci importa, se successo dev’essere, successo sia e noi lo accettiamo. Tant’è che al giovedì io e il mio fido plaid azzurro – ancora non fa freddissimo,  ma a sera la temperatura cala – ci schiaffiamo a mo’ di pensionato ( ed in effetti io un pò blogger in pensione mi ci sento) sul puff di Fracchia sito davanti al televisore skymunito della stanza della figlia più piccola – quello del salone è perennemente occupato per la visione di interminabili serie americane e partite della Magica – e ci accingiamo alla visione di cotanto talent.

Cattelan, bravo presentatore, a volte vestito di pioggia, come nella famosa canzone di Battisti, cuce sapientemente le fasi della gara con il filo spinato dei siparietti tra i giudici, finora a dire il vero abbastanza edulcorati. Ma ieri sera finalmente fa la sua apparizione la tanto attesa, evocata e ormai quasi insperata, “cattiveria”. Già il look di Morgan, che nell’intenzione doveva essere Bowie -Ziggy Stardust ma ottiene piuttosto un ragionevole effetto Rita Pavone, scuote stomaci e coscienze sin dalla prima apparizione, ma è insospettabilmente  l’elegantone Mika  a mettere pepe e zizzania. Con quattro frasi ben piazzate in quel suo italiano ammirevole, ma comunque ingarbugliato, il nuovo giudice stende nell’ordine: Fabio Santini per aver massacrato una delle sue canzoni cult ovvero Everybody Hurts dei REM, Luca  Tomassini per le scenografie/coreografie melense e poco pertinenti di alcune performance canore ( vedi Aba in Why) e la Ventura per le scelte ( musicali) di merda. Pochi secondi dopo su Twitter l’hashtag #sceltadimerda è TT.

Ma veniamo alle esibizioni di ieri, tutte dedicate alla musica degli anni ’90, o meglio a chi convince e chi no, almeno per la sottoscritta:

Convince alla grande Michele, che qualunque cosa gli dai da cantare – dal delirio autoreferenziale di Morgan a “La fresca insalatina” –  la trasforma in un momento ipnotico dove il suo sguardo e la sua voce si fanno ingredienti essenziali di grande magia scenica. Licenziata la Ferilli costumista, decidono di vestirlo di pelle di foca. Il nuovo look creator deve essere esquimese.  Brava e felice per essersi riappropriata del suo ukulele e del suo nome, la signorina Violetta ” tumisfufi” in un brano frizzante reso in modo preciso e accattivante complice il bel visetto angelico ed un abito azzeccato, una volta tanto.

Discreti gli Ape Escape vestiti da Bravehart Cuore impavido,  con tanto di Sophie Marceau con la faccia da Kiss che fa la lap dance sul palo, roteando  semi-ignuda sopra e dietro di loro.  Sondaggio: quanti maschietti mi saprebbero dire  cosa facessero nel frattempo i tre Ape sul palco?

Anche Andrea – che finalmente ha trovato il tempo di vestirsi –  rende abbastanza giustizia ad un Peter Gabriel d’annata.

Il resto è da buttare nel sacco dell’indifferenziato, dove finisce a fine gara il povero Alan, che per me rimarrà sempre Ivan e non chiedetemi perchè. Ed in effetti c’era da intuirlo, vista la sua camicetta nera con i buchi che tanto ricordava una busta della mondezza riciclata.

Aba è da denuncia in un capolavoro assoluto di Annie Lennox “Why”, canzone che richiede voce, cuore e anima ed ammesso che Aba abbia la voce, il resto dov’era? Infatti finisce al ballottaggio dove la salvano, ma solo per non trovarsela a MasterChef a dicembre.

Gaia peggiora di puntata in puntata. La sua sicumera, sventolata quasi fastidiosamente nei casting, sembra sparita nel nulla. Stona, trema e si incavola con se stessa, dopo, nel backstage, ma pur sempre a favor di telecamere.

Gli Street Clerks rivoltano come un pedalino la prima hit di Britney Spears e ne fanno un polpettone melenso e triste. Mi sono molto simpatici, ma stasera non potevano proprio andare.

Roberta Pompa cala l’asso o meglio l’Ace of Base, ma per lei è prima elementare e tutti criticano la scelta che  poco valorizza le sue estensioni vocali.

Valentina rappa bene, ma ha lo sguardo fisso, non comunica. Sembra terrorizzata. Sarà per le tovagliette sgargianti con cui la vestono e le trecce che le arrotolalo copiosamente sul capo?

Su Fabio condivido in parte le opinioni di Mika sulla piattezza con cui ha cantato la splendida e lacrimosa canzone dei Rem, brano che meritava una presenza scenica ed un’intenzione più sostanziose.

Ospitata di Chiara Galiazzo in un duetto con Mika in Stardust: bel momento international, peccato che lei fosse vestita da telefono Telecom.

 

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