Sanremo 2017, la prima serata. A rischio Ron, Clementino e Ferreri. Le pagelle della Carnevali

schermata-2017-02-08-alle-09-09-13Volata via è un eufemismo. Diciamo trascorsa in modo abbastanza gradevole la prima puntata di C’è Posta per Sanremo.

L’apertura in bianco e nero con l’omaggio di Tiziano Ferro a Luigi Tenco nel cinquantennale della morte è una bella cosa toccante.

Maria De Filippi è la padrona di casa e fa come le pare. Ha cambiato solo due vestiti, mi è sembrato e  ha girato sul palco dell’Ariston come  fosse stata nel salotto di casa sua, tanto che  a un certo punto  è inciampata nel gatto.

Carlo Conti discreto e istituzionale, sorridente come lo Stregatto ma senza averne la malizia, sorregge la serata in un equilibrio convincente tra  spettacolo  per famiglie e vetrina musicale.  Il sempre gradito Crozza, al sicuro in uno studio di Milano, lancia i suoi strali satirici e Albanese e la Cortellesi, attori di grande talento, cantano in un divertente duetto e approfittano per lanciare il nuovo film che li vede protagonisti insieme al cinema. Doveroso l’omaggio ai rappresentanti degli eroici soccorritori di Rigopiano.  Da dimenticare Bova con la moglie bona, Pantani che imita male Dylan e i cestisti sallucchioni (termine dialettale che indica persona molto alta e magra) che citano canzoni preferite che in verità non si sono mai sognati di ascoltare e cantanti di cui non sanno nemmeno il nome esatto (Mia Martina!!!!)

Al bacio invece la canzone “Il conforto” che Tiziano Ferro e Carmen Consoli presentano dal vivo, mostrando a tutti di che pasta sono fatti i veri artisti.

I conti col tempo che passa ce li fa fare invece Ricky Martin con barba e un fisico sempre prestante, ma leggermente appesantito. Balla e suda come se non ci fosse un domani sui ritmi latini dei suoi grandi successi ed è subito Capodanno su Rai Uno.

Di musica buona però ce n’è davvero poca. Canzoni che dopo il primo ascolto non si ricordano scritte dagli autori del momento, alcuni  ricorrenti in più di un team compositivo. Non voglio essere cattiva, lo sapete che non lo sono… ma vi giuro che  dei brani che ho sentito ieri sera non ne metterei nemmeno uno nel mio iPod. Forse al secondo o al terzo ascolto potrei ricredermi, ma anche no.

Ma veniamo alla gara ed ai voti:

GIUSY FERRERI: vestita di baci rantola il suo brano firmato da Casalino e dalla coppia di Roma-Bangkok. Sono certa che in radio farà un altro effetto, ma all’Ariston la prestazione è insufficiente – Voto 5

FABRIZIO MORO: Taglia i capelli, abbandona jeans strappati e felpe legate sui fianchi ed opta per una giacca di foca nera su camicia bianca. La canzone è nel suo stile e a me Fabrizio piace da sempre. Gli metto un buon voto, ma perchè è lui. Voto 7

ELODIE: la giovane artista di Amici, rosacrinita e benedetta da Maria, vorrebbe diventare la nuova Mia Martini. Tutt’al più potrà essere Mia Martina, per la gioia dei cestisti. Canzone complicata, costruita per fare un effetto che non fa: emozionare! Voto 5

LUDOVICA COMELLO: ha uno zoccolo duro di fan sui social che manco Justin Bieber e questo la rende intoccabile. Se dovessi invece decidere per come effettivamente ha cantato e per la qualità della canzone io la butterei subito nel purgatorio degli ultimi tre. Canzoncina Disney e carisma non pervenuto. Stonatina, pure. Su FB le avevo dato 6 ma ripensandoci… voto 5

FIORELLA MANNOIA: un’interprete è un’interprete e qui il carisma c’è e si vede. La canzone non è stratosferica, ma è sicuramente la migliore fin qui. Che sia benedetta Fiorella e Amara che l’ha scritta. Voto 7 e mezzo

ALESSIO BERNABEI: viene voglia di mangiarlo, per via della giacca Haribo 100% liquirizia. Canta una canzoncina ina ina e vorrebbe bissare il discreto successo dell’anno scorso dove però aveva i riflettori puntati  per via del distacco dai Dear Jack e godeva ancora della fama del gruppo. Stavolta non lo vedo bene. Voto 5

ALBANO: fa quello che può, ma non si può più scalmanare. Gli acuti li ha dovuti lasciare a Cellino. La canzone ha un bel testo classico e la frase “io t’amo sempre più di questo amore senza fine di rose e di spine” si addice a tutti. Ah, per inciso: adoro Alterisio Paoletti. Voto 7 meno meno alla carriera

RON: non brilla non emoziona e perde un’occasione buona per tornare in auge. voto 6

SAMUEL: Samuel Umberto Romano ex Subsonica, come Fabrizio Moro si converte alla giacca elegante e  presenta un brano che al primo ascolto mi sembra decente. Non mi cappotta nemmeno lui, ma lo ascolto volentieri. La classe del suo gruppo torinese si sente. Voto 7

CLEMENTINO: conciato come  un ripetente alle medie, canta canzoni di disagio sociale. ieri sera un certo Marziano ha colto nel segno twittando:  “A Clementino bisognerebbe spiegare la sottile differenza tra la canzone di denuncia e quella da denuncia“. Voto 4

ERMAL META: pettinato come LP che vedremo domani, canta una canzone sulle violenze in famiglia. E’ bravo a non cadere nella retorica, ma la canzone è ostica. Rimpiango l’elegante orecchiabilità del brano dell’anno scorso. Però lui resta uno dei miei preferiti. Voto 7 meno

Alla fine della fiera i voti ( non i miei, ma quelli che contano ovvero Sala stampa e televoto) parlano chiaro. Vanno a rischio eliminazione e non canteranno la cover giovedì Ron, Clementino e Giusy Ferreri.

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