Sanremo 2017: la lunga notte delle cover. Vince Ermal Meta. Eliminati Nesli/Paba e Raige/Luzi

scenografia-sanremo-2017Le cover hanno regnato sovrane nella lunga terza notte di Sanremo. Diverse le proposte interessanti tra cui metterei Marco Masini con Signor Tenente per ricordare Giorgio Faletti, Fabrizio Moro con la Leva calcistica del ’68 di De Gregori, Michele Bravi con La Stagione dell’amore. Sopra tutti ed io l’avrei premiata Paola Turci con Un’emozione da poco. Sempre simpatico e coinvolgente Francesco Gabbani con Susanna di Celentano, per rendere grazie al Molleggiato che gli ha fatto il grande regalo di cantare una sua canzone nel nuovo disco in coppia con Mina. Ermal Meta invece proponendo una versione discussa di Amara Terra Mia  di Domenico Modugno, in doppio registro vocale, come se la cantassero un uomo e una donna, ha trionfato e si è portato a casa il trofeo delle cover che l’anno scorso fu di Nek con Se Telefonando.

Ma andiamo all’inizio. La seconda quaterna dei giovani ( Lele, Valeria Farinacci, Tommaso Pini e Maldestro) ha cantato a ora di cena e come è tradizione quest’anno, almeno per le nuove proposte, il voto ha penalizzato proprio quelli che ai più sembravano maggiormente validi e promettenti. A casa Valeria Farinacci ( e me ne dispiace veramente tanto) e Tommaso Pini, colorato, vivace, divertente e col balletto. Ma forse si è ragionato che un Gabbani bis non serviva.

Stasera la finale di categoria vedrà quindi in gara Maldestro, Francesco Guasti, Leonardo LaMacchia e Lele, che non so perchè credo vincerà, suggellando ancora una volta il connubio Amici/Sanremo.

Gli ospiti principali della serata sono stati LP che ha cantato i suoi fischiettati successi e Mika che ha cantato varie hit, ricordato George Michael e lanciato un chiaro messaggio contro il razzismo.

Da Bologna il Piccolo Coro dell’Antoniano e dall’Uruguay l’orchestra di strumenti fatti con materiali riciclati.

In cartolina Crozza nelle vesti di Papa Francesco fan dei Subsonica.

Alla spicciolata tra una cover e l’altra sono passati a salutare Alessandro Gassman, Marco Giallini, Luca e Paolo, una ostetrica e una nonnina cantante di 105 anni. Non ci siamo fatti mancare nemmeno la figlia di Alain Delon, la nipote di Jean Paul Belmondo, la zia di Topolino, il gatto della De Filippi (che era lì dalla prima serata e ci hanno inciampato in parecchi), il giardiniere di Conti. Così tanto per tirare tardi.

Mi scordo qualcosa? Non saprei: è che di gente ce n’era tanta.

Alla fine sono andati a svegliare in albergo quelli a rischio eliminazione e li hanno fatti cantare per la salvezza. Quattro sono passati e tornati in gara: Ron che ha ritrovato un mezzo sorriso, Bianca Atzei (se no l’anno prossimo come fai a riinfilarla nel cast? ), Giusy Ferreri che stavolta ha cantato scandendo attentamente le parole e Clementino che ieri aveva rilasciato interviste pure all’edicolante di Piazza Colombo.

Grossa crisi per i duetti: bocciati senza ritorno Raige e Giulia Luzi e Nesli con Alice Paba.

Il grande Gigi Proietti, se gli avessero chiesto prima se partecipare al Festival o no, forse avrebbe detto: ” Ma nun te preoccupà,  ma lassa perde, ma chi te lo fa fa’! Basta.”

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